Chi Siamo

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Presidente

Giorgia Gentilini

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Giorgia Gentilini (Tesoriere)

Isabella Zamboni (Segretario)

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Socio Fondatore

Gian Pietro Brogiolo

Sezioni

Informazioni Generali

UNA BREVE PRESENTAZIONE
La sezione di Trento dell’Associazione Culturale Ricerche e Fortificazioni Altomedievali nasce nel 1996 e da allora è impegnata nella ricerca
teorica e nella divulgazione dei temi afferenti l’Archeologia dell’Architettura e il Restauro Architettonico. L’attività del gruppo si svolge attraverso l’organizzazione a cadenza biennale di seminari di studio che affrontano i principali temi disciplinari.

INFO E CONTATTI
RFA Sezione di Trento – c/o arch. Giorgia Gentilini, Piazza C. Battisti, 11 – 38015 Lavis (TN)

E-MAIL

trento@rfa-italia.it
giorgia.gentilini@gmail.com

 

1996 - DALLA CONOSCENZA AL RESTAURO: stratigrafia, dissesto, degrado

DALLA CONOSCENZA AL RESTAURO: stratigrafia, dissesto, degrado
Trento, 21 settembre – 19 ottobre 1996

Atti del seminario

Il dibattito che coinvolge da anni il settore del Restauro ha messo in luce due questioni: la necessità di un confronto costruttivo ed efficace tra le molteplici discipline che fanno dell’Architettura l’oggetto dei propri studi; la necessità di un dialogo altrettanto costruttivo ed efficace tra le diverse esperienze operative delle Soprintendenze, dei liberi professionisti, e dei Laboratori di Restauro Architettonico delle Università.

 Il progettista del restauro, in quanto tale, non può più esimersi dall’essere “chiamato ad interpretare un ruolo di sintesi tra sapere scientifico e sapere umanistico e a esprimere concretamente e in modo unitario i tratti differenti dei due ambiti”. Tale obbligo lo porta a coordinare e ad interpretare i dati provenienti dallo studio storico architettonico e strutturale assieme agli altri elementi forniti sia dagli esiti rilievografici e stratigrafici, sia dalle analisi chimico – fisiche. Impostare la costruzione di una metodologia che dalla conoscenza conduca alle scelte del progetto di restauro, con possibilità di verifica e di aggiornamento tra le diverse fasi, significa accettare una processualità non astratta in quelle operazioni sull’edificio antico che generalmente vengono definite di “conoscenza e restauro”.

In questa direzione la STRATIGRAFIA ha dimostrato e sta dimostrando di avere notevoli potenzialità informative , tanto da essere considerata attualmente il migliore strumento analitico di cui disponiamo.

L’indagine stratigrafica, mutuata dagli studi archeologici, quale referente concettuale ed operativo di base, ha come obiettivo la conoscenza dei caratteri e delle fasi, costruttive e temporali, di trasformazione degli elevati dell’architettura. Una conoscenza organizzata scientificamente dell’oggetto dell’intervento è un passaggio obbligato per evitare di cadere in fase di progetto nell’idealizzazione precostituita dell’edificio o nella rigida conservazione attraverso una meticolosa evidenziazione di ogni singola traccia che vi abbia lasciato l’azione costruttiva dell’uomo o la casualità degli eventi che ne ha tracciato la storia.

“La fine dell’incoscienza progettuale, la perdita dell’innocenza di archeologi ed architetti è andata di pari passo con la percezione della complessità del manufatto architettonico, del quale l’analisi stratigrafica offre solo il primo livello di conoscenza, mentre l’Archeologia dell’Architettura e altre discipline sollecitano verso ulteriori approfondimenti.” (sequenza del dissesto, sequenza del degrado,…)

Su questi temi si è svolto a Trento il 2° SEMINARIO DI ARCHEOLOGIA DELL’ARCHITETTURA (21 settembre – 19 ottobre 1996 ) organizzato dall’Associazione Culturale “Ricerche e fortificazioni altomedievali” (Galbiate – CO), dal titolo “Dalla conoscenza al restauro: stratigrafia, dissesto, degrado”.

L’iniziativa è stata patrocinata dagli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri della Provincia di Trento, dal Servizio Beni Culturali della Provincia Autonoma di Trento (Ufficio Beni Archeologici, Ufficio Beni Monumentali Architettonici, Castello del Buonconsiglio – Monumenti e Collezioni ), dal Servizio Restauri e ristrutturazione edilizia pubblica del Comune di Trento, dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Drena, dal Castello di Monreale (Konigsberg) – Faedo; é stata sponsorizzata dalla CARITRO.

All’iniziativa hanno partecipato una sessantina di persone (liberi professionisti, neolaureti e laureandi) impegnati ed interessati alle tematiche relative all’archeologia dell’architettura.

In qualità di relatori hanno dato la loro disponibilità:

  • il prof. G. P. Brogiolo (prolusione su “Teorie e prospettive dell’Archeologia dell’Architettura”),
  • il prof. G. Biscontin (“Conoscenza e conservazione delle murature storiche”), l’ing. P. Faccio (“Stratigrafia e dissesto”).

Hanno presentato i risultati della loro esperienza:

  • gli archh. L. Masciangelo e F. Zeka Lorenzi (“Il metodo stratigrafico come strategia nel percorso di conoscenza per il progetto di restauro”),
  • l’arch. A. Bruschetti (“La scala di Palazzo Contarini della Porta di Ferro: il cantiere in atto e il progetto per la conservazione dell’autenticità”),
  • gli architetti G. Gentilini e M. Nevyjel (“Sperimentazione di una procedura di conoscenza analitica: il caso studio del Castello di Konigsberg all’interno del sistema fortificato del Piano Rotaliano e del Trentino”).

Il prof. F. Doglioni (“Il progetto stratigrafico”) ha concluso gli incontri del seminario. Momento qualificante di tutte le giornate è stata la possibilità di accedere e conoscere alcuni complessi trentini in corso di restauro architettonico o da poco ultimati. Questo, grazie alla disponibilità accordata dai proprietari e dai responsabili dei cantieri, ha fornito l’opportunità di aggiungere agli aspetti teorici trattati dai relatori, una parte strettamente pratica verificando direttamente le molteplici problematiche insite nel recupero di un complesso edilizio a valenza storico – monumentale, nonché le strategie d’intervento adottate ed i problemi incontrati.

Si sono visitati il Teatro Sociale (arch. S. Giovanazzi), castel Drena nella Valle del Sarca (arch. F. Pontalti e dott. E. Cavada), castel Stenico nelle Giudicarie (arch. A. Adamoli), castello di Konigsberg in Valdadige (arch. G. Gentilini).

Le riflessioni emerse durante i lavori del Seminario hanno confermato la necessità di un confronto costruttivo ed efficace tra le molteplici discipline coinvolte nel Restauro, auspicando per questo, in un dialogo altrettanto costruttivo ed efficace tra le diverse esperienze operative delle Soprintendenze, dei liberi professionisti, e dei Laboratori di Restauro Architettonico delle Università.

Atti del seminario

ARCHEOLOGIA DEI CENTRI STORICI: analisi, conoscenza e conservazione
Trento, 14 – 21 OTTOBRE 1998

Atti del seminario

Visto il positivo esito del Seminario in Archeologia dell’Architettura dal titolo Dalla conoscenza al restauro: stratigrafia, dissesto, degrado (Trento, 21 settembre – 12 ottobre 1996), l’Associazione Culturale Ricerche e fortificazioni Altomedievali – Sezione di Trento” ha promosso, nel novembre 1998 un incontro su Archeologia dei Centri Storici: analisi, conoscenza, conservazione.

L’iniziativa, rivolta ad architetti, archeologi dell’architettura storica, ingegneri, urbanisti, tecnici ed amministratori, ha voluto fornire un contributo alla conoscenza dei problemi inerenti l’analisi dei Centri Storici finalizzata alla loro conservazione, sollecitando un costruttivo confronto tra le esperienze recenti nel campo.

Le trasformazioni che caratterizzano le recenti scelte nel campo della cultura architettonica contemporanea, specie per quando riguarda gli interventi di recupero salvaguardia del patrimonio architettonico dei centri storici, sono un documentato segnale del diverso atteggiamento che professionisti, committenti e organi istituzionali hanno rivolto al problema dell’espansione edilizia negli ultimi vent’anni sia sul territorio aperto che negli agglomerati urbani. Documentato appare anche il dibattito accademico con le sue quasi inevitabili contraddizioni che contrappone approcci metodologici di indagine anche molto sofisticati, ed esiti non sempre esaltanti.

 Si è visto come talvolta sia sufficiente la conoscenza dei materiali, dei metodi costruttivi, delle stratificazioni storiche, delle cause di degrado dei singoli componenti le strutture, ma si è altresì riscontrato quanto sia altrettanto fondamentale ottenere una lettura complessiva e multidisciplinare non solo del manufatto in esame ma anche del complesso ambientale che si compenetra con esso.

 Ad un esame sommario, il problema della individuazione di un metodo di lavoro “possibile”, che consenta cioè di mettere d’accordo le necessità di adeguamento funzionale dell’edificato storico con i rigorosi criteri scientifici della salvaguardia e della conservazione sembra giunto ad un punto morto. Gli esiti dell’imponente apparato normativo posto in essere a partire dagli anni Settanta in poi, sia a scala nazionale che locale, non sembrano sortire gli effetti voluti.

A fronte di un corpo legislativo tra i più intricati e di difficile interpretazione (almeno per i non addetti ai lavori) hanno fatto riscontro la produzione di regole e piani attuativi sempre più complessi, con finalità sostanzialmente economiche o di suffragio finanziario, cui è stata innestata una virtuosa esperienza di pianificazione urbanistico – ambientale a tutela e salvaguardia non tanto o non solo dei monumenti, manufatti complessi, unici e irripetibili, quanto dell’intero assetto ambientale ed architettonico che costituisce l’orditura primaria degli agglomerati storici e dei nuclei di antica origine.

 Un ambito diverso di quello rappresentato dalla tutela mediante vincoli di singoli Beni Monumentali e Architettonici. Al riguardo è noto, infatti, che la normativa promulgata in nel 1939 è stata aggiornata con il recente provvedimento Decreto legislativo n° 490 dd. 22 Ottobre 1999, che riassume in un testo unico le fondamentali norme sulla tutela dei beni architettonici, storico artistici, archeologici e archivistici.

 Il compito che l’Associazione Culturale “Ricerche e Fortificazioni Altomedievali” – sezione di Trento – si è assunta nel proporre il tema del seminario può essere considerato come una sorta di collaudo in corso d’opera, una richiesta di verifica, con rinnovata attenzione e disponibilità alla critica costruttiva, sui criteri metodologici adottati e sui problemi sorti nella conduzione e, soprattutto, sull’applicazione dei Piani dei Centri Storici, dei Piani “Colore” nelle città, del governo del territorio nel suo insieme.

 In alcuni temi svolti, si è avvertito come la tendenza al contenimento dell’espansione indiscriminata sul territorio aperto sia una condizione consolidata sostenuta da una crescente attenzione alle risorse offerte dal recupero del patrimonio storico architettonico esistente.

Le esperienze raccolte ed illustrate dai relatori dimostrano che il dibattito e l’attenzione sui problemi della salvaguardia, del recupero e della valorizzazione dei centri storici è tutt’altro che concluso. Non vengono presentate proposte risolutive delle diverse problematiche incontrate, né il Seminario intendeva proporle, ma le esperienze fatte e il dibattito introdotto potranno svolgere un importante ruolo di stimolo per individuare e perseguire quella che Gian Pietro Brogiolo definisce come ”…la sola soluzione possibile … governare le trasformazioni…”.

Il ruolo di ”governo” di queste trasformazioni, indipendentemente dal soggetto attivo che lo gestisce – organo istituzionale, operatore economico, professionista o committente – necessita comunque di un supporto adeguato, basato su di un approccio culturale corretto e libero da tensioni preconcette. L’iniziativa dell’Associazione Culturale Ricerche e Fortificazioni Altomedievali pare cogliere nel segno e propone al lettore un interessante strumento di confronto e di riflessione .

Arch. Flavio Pontalti – Direttore Ufficio Beni Architettonici e Monumentali Provincia Autonoma di Trento

Atti del seminario

L PROGETTO DI RESTAURO. Dall’analisi all’intervento
Trento, 27 – 28 OTTOBRE 2000

Atti del seminario 

Con il patrocinio di:

PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
Assessorato all’Istruzione, Formazione Professionale e Cultura
Assessorato all’Urbanistica, Fonti energetiche e Riforme Istituzionali
Servizio Beni Culturali – Ufficio Beni Monumentali ed Architettonici e Ufficio Beni Archeologici

COMUNE DI TRENTO
Servizio Restauri e Ristrutturazione Edilizia

ORDINE DEGLI ARCHITETTI PROVINCIA DI TRENTO

ORDINE DEGLI INGEGNERI PROVINCIA DI TRENTO

Dopo i seminari su “Dalla conoscenza al restauro: stratigrafia, dissesto, degrado” (1996) ed “Archeologia dei Centri Storici: analisi, conoscenza a conservazione” (1998), la Sezione di Trento dell’Associazione culturale “Ricerche e Fortificazioni Altomedievali” promuove nelle giornate del 27 – 28 ottobre 2000 un incontro dal titolo “Il progetto di restauro architettonico. Dall’analisi all’intervento”.

L’iniziativa, rivolta ad architetti, archeologi dell’architettura storica, ingegneri, tecnici ed amministratori, si propone di contribuire alla conoscenza dei problemi specifici inerenti la conservazione dei Beni Monumentali e Culturali, sollecitando un confronto tra le esperienze recenti nel campo. In due giornate si articoleranno dodici lezioni tenute da docenti universitari, ricercatori, funzionari dell’amministrazione pubblica, professionisti.

Il dibattito italiano sulla determinazione dei criteri di intervento sulle preesistenze si caratterizza per la presenza di diversi orientamenti metodologici. Se la cultura del restauro, infatti, registra genericamente un accordo nell’identificare lo “scopo” della disciplina nel garantire l’integrità delle “testimonianze materiali aventi valore di civiltà”, quando ci si interroga sui criteri di scelta dei beni da tramandare al futuro e sui riferimenti per definire tale “integrità”, così come sulle modalità d’intervento, si scopre l’esistenza di differenze significative sul significato stesso attribuito ad alcuni concetti cardine, fra questi quello di “conservazione”.

È possibile, infatti, riconoscere nell’attuale dibattito un pluralismo di posizioni, ossia una varietà di riferimenti concettuali e di conseguenti indirizzi operativi, riconducibili nel loro insieme anche ad un conflitto di posizioni sui fini stessi del restauro; conflitto presente sia a livello della definizione della natura delle azioni da svolgere sulle preesistenze sia a livello dell’individuazione dei caratteri distintivi delle singole opere.

I temi oggetto di discussione sono molti, complessi ed interrelati fra loro. Ad esempio, il problema della legittimità o meno della “rimozione delle aggiunte” e della “reintegrazione delle lacune”, affrontato facendo riferimento al problema dei “valori” e quindi alla questione teorica del rapporto con la storia, con l’estetica e con l’etica. Si pensi alla riflessione sull’ampliamento del concetto di monumento e delle categorie di valori connessi agli apporti della cultura materiale, alla questione della distinzione fra opere d’arte o di semplice uso, alla presa di coscienza delle variazioni moderne del significato della storia e all’aspirazione alla definizione di un metodo oggettivo e logico di intervento sulla preesistenza. Oppure la riflessione sugli “elementi di caratterizzazione della disciplina”, ossia la ricerca sull’ “oggetto” e sui “fini” che definiscono un possibile statuto disciplinare del restauro, le modalità specifiche dell’operare, distinte da quelle proprie di altre discipline come quelle storiche o compositive.

Il Seminario “Il progetto di restauro architettonico. Dall’analisi all’intervento” si inserisce all’interno di questo dibattito proponendo una riflessione su un tema centrale per la disciplina, ossia la questione della relazione fra la fase della conoscenza del manufatto e quella dell’azione diretta sulla preesistenza. Questione per nulla scontata nella sua declinazione, in quanto un aspetto che contribuisce a definire la diversità di orientamenti sulla definizione dei criteri di intervento sulla preesistenza risiede proprio nel modo di affrontare tale relazione. Se si registra, infatti, un generale accordo sulla necessità di approfondite conoscenze del manufatto preliminari all’intervento, lo stesso accordo non vale quando si entra nel merito dell’individuazione delle modalità di ricerca e di valutazione dei caratteri distintivi dell’opera. Il che significa affrontare la complessa relazione fra “conoscenza” come riconoscimento di “valori” ed intervento come attualizzazione dei valori riconosciuti; oppure fra “conoscenza” come ricerca e decifrazione del “dato” ed intervento come permanenza dei molti possibili saperi che l’opera come testo e come documento racchiude. Si tratta di un questione centrale perché dal modo di condurla dipendono, pur nelle sfumature e nei molteplici distinguo, alcune diversità teoriche che caratterizzano il dibattito sulla “conservazione” dell’esistente, sul rapporto fra ricerca della compiutezza ed accettazione della frammentarietà.

A questo proposito, gli interventi presenti al seminario consentono uno sguardo con diversi punti di osservazione a partire dalla proposta di alcuni “quesiti” di restauro.

Si fa riferimento, ad esempio, a manufatti caratterizzati da una complessa stratificazione di apporti materici legati alle diverse fasi di trasformazione nel tempo, manufatti che rimandano al tema della “selezione” e quindi alla relazione fra analisi ed intervento svolta all’interno della scelta dello strato o degli strati da mantenere leggibili e delle azioni necessarie per la “fruizione estetica” dell’opera; ma anche alla questione – a livello della fase analitica – delle modalità di studio della stratificazione per decifrarne il senso, modalità che possono coinvolgere esse stesse il delicato problema della “selezione”.

Accanto a questo, il quesito relativo all’adeguamento dell’edilizia storica alle rinnovate esigenze funzionali ed impiantistiche, tema che implica una non semplice ricerca per individuare le possibili forme di dialogo fra l’istanza della conservazione della complessità dell’architettura riconosciuta nell’insieme degli apporti materici che l’hanno caratterizzata nel tempo e l’istanza di una condizione di “abitabilità” che risponda agli attuali standard di vita.

Altro quesito proposto dal Seminario, riguarda gli interventi di consolidamento degli edifici. Da alcuni casi presentati, si rileva una particolare attenzione verso la conoscenza della storia di costruzione e di trasformazione degli edifici riconoscibile dalle tracce materiali stratificatesi nel tempo come fonte significativa per comprendere i meccanismi di danno propri degli edifici stessi; a tale conoscenza si legano le possibili risposte di progetto al di fuori di qualsiasi generalizzazione.

Nella diversità dei contributi che hanno caratterizzato il Seminario, emerge una sottile linea rossa che evidenzia una predisposizione ad affrontare la questione della conoscenza come “ascolto” attento ed umile dell’architettura del passato, come “esposizione” alla complessità delle cose, alla loro infinita ricchezza e pluralità, come assunzione di una condizione di “porosità” nei confronti delle cose stesse per cercare di cogliere negli edifici, negli ambienti, nel luoghi quel qualcosa di inafferrabile ed indefinito, ma intimamente sentito. Si tratta di un atteggiamento che rimanda ad un pensare l’intervento sulla preesistenza al di fuori di una volontà di autoriferimento rappresentativo del soggetto nei confronti delle cose stesse per imparare l’ “esposizione” alle cose piuttosto che l’”imposizione”.

Walter Benjamin aveva detto che “il vero modo per renderci presenti le cose è di rappresentarcele nel nostro spazio (e non di rappresentare noi nel loro) […]. È questo in verità (vale a dire: quando riesce) il caso anche della vista di grandi cose del passato – cattedrale di Chartres, tempio di Paestum – accogliere loro nel nostro spazio. Non siamo noi a trasferirci in loro, ma loro ad entrare nella nostra vita”.

Il guadagno speculativo di questo atteggiamento porta a riconosce al fare minimo, discreto, una particolare creatività che può spingersi al limite del “non fare”, al “lasciar essere”, come evidenza della sua massima capacità espressiva.

È un sottile linea rossa che rimane come particolarmente significativa e forte nel suo “silenzio”; una linea rossa che dovrebbe essere ripresa più incisivamente nel confronto disciplinare, soprattutto in un momento in cui sembra che la “nuova architettura” per “costruire sul costruito” debba avvalersi per “essere” di segni comunque forti, formalmente incisivi.

Arch. Alessandra Quendolo

Atti del seminario

 

PUBBLICAZIONI DELLA SEZIONE TRENTO

01_Atti del Seminario di Specializzazione in Archeologia dell’Urbanistica dal titolo Dalla conoscenza al Restauro, organizzato dall’Ass. Cult. “Ricerche  Fortificazioni Altomedievali”- Galbiate (Lc) organizzato dall’Ass. Cult. “Ricerche  Fortificazioni Altomedievali”- Galbiate (Lc) – sezione di  Trento, in collaborazione con Comune di Trento – Servizio Restauri; Provincia di Trento – Servizio Beni Culturali (Ufficio Beni Archeologici,  Ufficio Beni Monumentali ed Architettonici, Castello del Buonconsiglio); Trento,  21 settembre – 19 ottobre 1996

Atti del seminario

02_Atti del Seminario di Specializzazione in Archeologia dell’Urbanistica dal titolo Archeologia dei Centri Storici: analisi, conoscenza e    conservazione,  (a cura di E. Cavada, G. Gentilini) organizzato dall’Ass. Cult. “Ricerche  Fortificazioni Altomedievali”- Galbiate (Lc) – sezione di  Trento, in collaborazione con Comune di Trento – Servizio Restauri; Provincia di Trento – Servizio Beni Culturali (Ufficio Beni Archeologici,  Ufficio Beni Monumentali ed Architettonici) e Servizio Urbanistica e Tutela del Paesaggio (Ufficio centri Storici); Trento – Palazzo Geremia,  14  e 21 novembre 1998; stampa Nuove Arti Grafiche “Artigianelli” – Trento, Centro duplicazioni Provincia autonoma di Trento, Trento 2000.

Atti del seminario

03_Atti del Seminario in Archeologia dell’Architettura dal titolo Il progetto di Restauro. Dall’analisi all’intervento, (a cura di E. Cavada, G. Gentilini) organizzato dall’Ass. Cult. “Ricerche Fortificazioni Altomedievali”- Galbiate (Lc) –  sezione di Trento, con il patrocinio del Comune di Trento – Servizio Restauri; della Provincia di Trento – Assessorato all’Istruzione, Formazione Professionale e Cultura, Assessorato all’Urbanistica, Servizio Beni Culturali (Ufficio Beni Archeologici, Ufficio Beni Monumentali ed Architettonici), Ordini degli Architetti e degli Ingegneri dela Provincia di Trento; Trento – Palazzo Geremia,  27/28 ottobre 2000; stampa Nuove Arti Grafiche “Artigianelli” – Trento, Centro duplicazioni Provincia autonoma di Trento, Trento 2002.

Atti del seminario

04_Atti dei  Seminari in Archeologia dell’Architettura, Trento 2002-2004  dai titoli  Il restauro dei castelli: analisi e interventi sulle architetture fortificate. Conoscere per restaurare, (a cura di E. Cavada, G. Gentilini) organizzati dall’Ass. Cult. “Ricerche Fortificazioni Altomedievali”-  sezione di Trento a Trento nelle giornate 8 novembre 2002 e 3 dicembre 2004, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento – Soprintendenza per i Beni archeologici e Soprintendenza per i Beni architettonici,  Istituto Italiano dei Castelli – Sezione Trentino, con il patrocinio del Comune di Trento, degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri della Provincia di Trento; castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali; stampa: Nuove Arti Grafiche “Artigianelli” – Trento, Centro duplicazioni Provincia autonoma di Trento; Trento  2007.

Atti del seminario

Atti del seminario

05_Atti del Seminario in Archeologia dell’Architettura dal titolo Il restauro e l’edificio.   Conoscenza, cantiere, gestione e manutenzione, (a cura di E. Cavada, G. Gentilini) organizzato dall’Ass. Cult. “Ricerche Fortificazioni Altomedievali”-  sezione di Trento a Trento nella giornata 12 dicembre 2008  a Trento – Castello del Buonconsiglio con il patrocinio di: Provincia Autonoma di Trento – Assessorato alla Cultura, Comune di Trento, Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali, Ordini degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, Ordine degli Ingegneri della Provincia autonoma di Trento. (in corso di pubblicazione)

Atti del seminario

06_ Atti del Seminario in Archeologia dell’Architettura dal titolo L’Architettura religiosa ed il restauro. Conoscenza, cantiere, gestione e manutenzione, (a cura di E. Cavada, G. Gentilini) organizzato dall’Ass. Cult. “Ricerche Fortificazioni Altomedievali”-  sezione di Trento, con il patrocinio di: Provincia Autonoma di Trento, Comune di Trento, Arcidiocesi di Trento – Ufficio Arte Sacra e Tutela per i Beni Culturali Ecclesiastici, Castello del Buonconsiglio. Monumenti e collezioni provinciali, Università degli Studi di Trento – dipartimento di Filosofia, Storia e Beni Culturali, Ordini degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori, Ordine degli Ingegneri della Provincia autonoma di Trento; Trento – Castello del Buonconsiglio, 25 novembre 2010. (in corso di pubblicazione)

Atti del seminario

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